xFIR: pronti, partenza...STOP!
La data del 13 febbraio 2026, ha rappresentato sicuramente una svolta, un punto di non ritorno nel tribolato mondo della gestione dei rifiuti.
In questa data, infatti, è terminata dopo un lungo anno, l’opera di registrazione delle aziende al nuovo sistema RENTRI con l’inclusione delle imprese produttrici di rifiuti pericolosi con un massimo di 10 dipendenti.
Ma sicuramente venerdì scorso sarà ricordato per un altro motivo: la partenza dell’obbligo di utilizzo del FIR digitale (xFIR) per i soggetti RENTRI.
xFIR che viene essere emesso, gestito e conservato in modalità informatica attraverso il sistema RENTRI, con firma elettronica e trasmissione dei dati all’interno della piattaforma nazionale ricordando che è il produttore o detentore che “comanda il processo”. Se il produttore è obbligato all’emissione del FIR digitale, anche trasportatore e destinatario dovranno operare in modalità digitale; viceversa, se il produttore non è obbligato, l’intera gestione del formulario avverrà ancora in forma cartacea.
La partenza a dire il vero non è stata entusiasmante, visto che alle 9.00 del mattino il sistema già era in crash, cosa questa che si poteva tranquillamente prevedere.
Mentre a gran voce in molti hanno provato nell'ultimo mese a chiedere rinvii e proroghe, nei giorni scorsi sono stati presentati alcuni emendamenti a firma Lega e Movimento 5 Stelle al decreto Milleproroghe, attualmente all’esame in prima lettura alla Camera. Il provvedimento, però, arriverà in aula solo la prossima settimana, per poi approdare al Senato ed essere convertito entro fine febbraio: come al solito troppo tardi rispetto alla scadenza del 13 febbraio.
Chi ben comincia…
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